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Da quasi un secolo i fisici discutono dell'influenza dell'osservatore sul campo osservato, in particolare quello della luce, e si scontrano con il principio di indeterminazione di Heisenberg quando spingono la teoria corpuscolare all'esame dell'evoluzione di un singolo fotone. Gli osservatori del mercato dell'arte, invece, tendono a privilegiare la teoria delle onde, cercando le tendenze e stabilendo le loro variabili sulla base di indici di prezzo e quotazioni che poco si affidano al caso. Più che onde propagate sulle reti tecnologiche, e del tutto estranea ai soggetti di moda, la seconda Biennale di Fotografia di Senigallia si è organizzata durante l'epidemia intorno a un modello di iniziative individuali successive e senza determinismo direttivo. Da qui il titolo di Arcipelago Fotografico per questo programma, assolutamente e gioiosamente eterogeneo, che invita il pubblico a scoprire fotografie inaspettate e a incontrare altre persone interessate nel mezzo di una città dove ogni abitante, negoziante, albergatore, pescatore, operaio, contadino, ha un'opinione personale sulla fotografia. L'insediamento nel 1939 di un teorico dell'arte e promotore della fotografia, Giuseppe Cavalli, ma soprattutto la determinazione di un tipografo con il piglio di un artista, Mario Giacomelli, furono le circostanze favorevoli che spinsero un'intera città a prendere coscienza dell'importanza della fotografia, a diventare città della